Alle Antiche Carampane non si arriva per caso infatti, nascosto com'è tra sottoporteghi oscuri, corti e campielli, vicinissimo al mercato del pesce di Rialto e a Campo San Polo. Il locale è frequentato da un selezionata clientela fatta di veneziani e di turisti che non amano sentirsi tali. Non a caso un cartello all'entrata avverte solennemente: "No Lasagne, No Pizza, No Menù Turistico."
Situato nel pianoterra di quello che un tempo era un bordello del vecchio distretto a luci rosse de La Serenissima, le Antiche Carampane è oggi uno dei ristoranti di spicco nel panorama culinario Veneziano.Le proprietarie, le loro famiglie e lo staff gestiscono il locale con passione e impegno, puntando su standard di qualità, ingredienti e ospitalità di altissimo livello. L'ambiente rustico e comodamente elegante delle tre ampie sale, e il menù—esclusivamente a base di pesce indigeno freschissimo e di verdure di stagione delle isole della Laguna—che rivisita con gusto e misura le classiche portate Venete, e l'accoglienza cordiale del personale, contribuiscono a rendere ogni visita alla Trattoria le Antiche Carampane un'indimenticabile esperienza gastronomica.
Ogni volta che mi trovo a Venezia—cosa che tento di fare almeno una o due volte l'anno—l'appuntamento fisso con i menù stagionali delle Carampane è d'obbligo. Per sfuggire il caos festivaliero del Lido e il brulicare di paparazzi e giornalisti accampati al Palazzo del Cinema, la soluzione spesso è la fuga in vaporetto (il mitico n°1) verso la città vecchia.La lunga passeggiata attraverso il labirinto di calli e campielli che collegano Rialto e i pochi tavolini all'aperto della Trattoria in Rio Terà delle Carampane, mista all'aria salmastra e profumata dei canali fangosi (per me i miasmi lagunari sono più amabili di Chanel N°5), fanno sempre spiccare un grosso appetito. Che trova poi approdo e soddisfazione nelle portate generose e saporite de Le Antiche Carampane. Notevole il Cassopipa, cioè spaghetti con ragù di molluschi speziato, antico piatto chioggiotto rivisitato dallo chef de Le Carampane. Come di grande interesse è il pasticcio di pesce, o gli spaghetti con lo scorfano. Fra i secondi brillano il branzino in crosta dolce di peperoni, la cernia alla Carlina, il rombo agli agrumi, il fritto di pesce con le moeche (curiosi granchi che due volte all'anno cambiano il guscio) e ovviamente branzini di mare, orate e rombi alla griglia. Ricorderò sempre con tenerezza un'insalata tiepida di mare con frutta fresca, condita con olio, pepe macinato e succo d'arancio, commovente nella sua poderosa semplicità.
L'elegante carta dei vini e la varietà dei contorni stagionali sono paragonabili in colore e ricchezza solo alle sottili imbarcazioni della Regata Storica, che proprio nei giorni della Mostra del Cinema, rubano la scena ai vip sul Canal Grande.Durante l'acqua alta invernale, con indosso un paio di stivali di gomma pagati €40, navigo testardamente i marciapiedi scivolosi fino alla soglia del ristorante, pur di assaggiare la loro rana pescatrice al cartoccio in crosta di parmigiano. Ho attraversato galassie per una porzione di gnocchetti del Doge alla granseola, oppure per i rigatoni con la ricciola. Per i secondi, accanto ai piatti della tradizione Veneziana (baccalà o tonno in tecia, seppie in tecia con polenta, bisatto sull'ara) il filetto di San Pietro proposto con carciofi o radicchio di Treviso o con le erbette è da assaggiare assolutamente, come lo è la triglia dell'imbriago (dell'ubriaco) col vino rosso. Memorabile anche il fritto di verdure miste all'Italiana, imprevedibilmente croccante e leggero come una piuma.
Torno infine a cadenze regolari alla Trattoria le Antiche Carampane per rivivere ogni volta l'esperienza mistica che è il carrello dei dolci fatti in casa: la bavarese al cioccolato, la crostata di pere epica, la leggera mousse al Grand Marnier, i Zaleti Veneziani da inzuppare nel moscato, e il gelato gianduiotto fatto in casa e servito al bicchiere con panna montata.
Trattoria le Antiche CarampanePrezzo medio a persona: €50,00
Chiuso Domenica e Lunedì
Attenzione: calli così impervie sono raramente riportate sulle cartine. Se seguirete alla lettera—fidandovi—queste mie indicazioni, raggiungerete sicuramente il vostro tavolo: Imboccate Sottoportago De La Madoneta all'estremità di Campo San Polo (a destra della chiesa). Girate a destra al civico 1414, imboccando Calle dei Cavalli. Attraversate Ponte Furatola, poi percorrete il Sottoportago de la Furatola. Sulla vostra destra troverete un piccolo canale. Prima di raggiungere il ponte seguente, svoltate a sinistra su Calle del Tamossi. Passerete un palazzo con un grande cortile. Svoltate a destra su Ramo del Tamosi, e finalmente svoltate a sinistra su Rio Terà de le Carampane. Affrontate il percorso con coraggio e determinazione. E soprattutto, lasciate che sia l'olfatto (e l'appetito) a guidarvi.
Tra calli non degne di storia.
Questa Venezia non ha lo smalto
Per cui dell’arte la si metta in gloria.
Il luogo da San Marco sta lontano,
di una Venezia antica in mezzo al cuore,
la Venezia del viver quieto e sano
e, chissà mai perché detta minore.
L’osteria delle Antiche Carampane
Si chiama l’osteria di cui vi parlo,
nella zona, se debbo confessarlo,
che abitata fu già da cortigiane.
Proprio dove l’etera licenziosa
Alla finestra le sue bianche tette,
per adescar la gioventù bramosa,
impudica legale, in vista mette.
Era un vezzo voluto dal Senato:
distogliere di Sodomia dal vizio
affinché sempre più fosse onorato
il femminile e provvido orifizio.
Donne, cioè, per dire la verità,
assai leggere eppur di società.
Stirpe gentile, ormai spezzata via,
pronta all’amore, pronta alla poesia.
L’osteria di cui parlo è in una strada
D’un passaggio tranquillo e misurato:
romito il luogo e dolce la contrada,
par che al piacer sia tutto preparato.
L’oste ci tiene ad esser veneziano,
veneziano l’ambiente, la cucina,
e così la parlata birichina
e il sorriso tra il burbero e il ruffiano.
Cucina fantasiosa e popolare,
non priva di una sua raffinatezza,
vini assiti e grappe da gustare,
lievi e sensuali come una carezza.
Ma è sempre il pesce il fior che sta all’occhiello
Di questa veneziana trattoria,
fosse arrostito al fuoco del fornello,
oppure fritto, oppure a fantasia
in cento preparato e più maniere
Com’è lieto cenare con gli amici,
trascorrendovi lunghi dolci sere,
A volte basta il vino a far felici.
Con gli occhi, uscendo, cercherai qualcosa
(ombre svanite, sempre più lontane)
Che forse il cuor confessare non osa?
Lo sai, non ci son più le cortigiane.
~F. Fontanella
3 commenti:
I'm not sure I'd find the place, even with your directions. By your description, it's a winner.
A top recommendation...che merita la tua descrizione uqualmente squisita. Antiche Carampane never disappoints.
Don't worry about finding it, lakeviewer...if you get turned around, just tell someone in zona where you're headed and they'll get you back on track. :)
Lovely to see my friends show up here! Shall we head on down the calle and sit at one of the outdoor tables? It's nice and breezy tonight...
Ciao (originally from the Venetian "schiavo" meaning 'I'm your slave')
Lola xx
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